#Ottobreedufin2021: bassa educazione finanziaria in Italia. Quali le conseguenze?

By redazione Gimme5

A ottobre ricorre ogni anno il mese dedicato all’educazione finanziaria e al risparmio. L’occasione perfetta per soffermarsi un istante, capire a che punto siamo in Italia per migliorare anno dopo anno.

Partiamo dalle basi: cos’è l’educazione finanziaria?

L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) definisce l’educazione finanziaria come “un processo attraverso il quale i consumatori, i risparmiatori e gli investitori migliorano le capacità di comprensione dei prodotti finanziari e dei concetti che vi sono alla base”.

In altre parole, è un insieme di conoscenze che permettono alle persone di comprendere le opportunità e i rischi di certe decisioni finanziarie. Questo gli consente di prendere scelte consapevoli, in grado di migliorare la propria situazione economica.

A che punto siamo in Italia con l’alfabetizzazione finanziaria?

Per scoprirlo possiamo fare affidamento all’ultimo Report di Banca d’Italia (2020), che ha condotto uno studio su oltre 2.000 persone, seguito dall’International Network of Financial Education (INFE) dell’OCSE. Lo studio misura l’alfabetizzazione finanziaria con un paramento che varia da 1 a 21 e che tiene conto di tre variabili: le conoscenze, i comportamenti e le attitudini.

Purtroppo, sebbene i piccoli miglioramenti degli ultimi anni, l’Italia rimane maglia nera per quanto riguarda l’alfabetizzazione finanziaria: con un punteggio di 11,2 si posiziona al penultimo posto tra i Paesi OCSE, la cui media è di 13 punti (per ottenere la sufficienza è necessario totalizzare 15).

Per fare un paragone con le altre nazioni, Germania, Hong Kong, Slovenia, Austria, con un punteggio di 14, sono quelle messe meglio. Poco sopra la media OCSE si trovano invece Portogallo, Repubblica Ceca e Polonia.

Focalizzandosi sulla categoria delle conoscenze, si scopre che in Italia, solo un intervistato su due conosce i concetti di “potere d’acquisto” e di “diversificazione”. Il 65% del campione comprende il concetto di “rischio-rendimento” e “inflazione“. Solo una persona su 5 conosce invece la differenza tra tasso di interesse semplice e composto. La situazione è alquanto preoccupante se si considera che ben 8 milioni di adulti italiani gestiscono quotidianamente le proprie finanze, senza possedere conoscenze adeguate.

Quali possono essere le cause?

Secondo la ricerca di Banca d’Italia le variabili che influiscono di più su questo ritardo dell’Italia rispetto agli altri Paesi sono legate all’età e al livello di istruzione.

Le fasce di età meno alfabetizzate risultano quelle dei giovani e degli over 50. Sembra infatti che i più giovani trovino poco vicine a loro questioni legate al risparmio precauzionale e al lungo periodo. Gli over 50, poi, rappresentano una grossa fetta della popolazione italiane, la più vecchia d’Europa. In secondo luogo, si nota come al crescere dell’istruzione cresca anche l’alfabetizzazione finanziaria, ma in Italia i laureati sono il 19,6%, contro la media europea del 33,2% (Istat).

I livelli più alti di educazione finanziaria riguardano gli adulti tra i 35 e i 44 anni, ben istruiti. I livelli più bassi invece si registrano tra le donne e al sud.

Quali sono le conseguenze di una scarsa educazione finanziaria?

Ignorando i concetti finanziari di base risulta impossibile prendere decisioni informate che migliorino il proprio benessere economico. Il costo di questa scarsa educazione finanziaria può essere visto sotto diversi punti di vista. Ecco i 7 motivi per cui questa situazione mette a rischio il nostro denaro:

1. Perdere l’opportunità di risparmiare e investire

Ignorando concetti fondamentali come inflazione e interesse composto, si tende a lasciare i soldi fermi sul conto corrente e, oltre a esporli al rischio di perdita di valore, si registra un mancato guadagno, ottenibile nel tempo con l’investimento.

2. Maggiore probabilità di andare in bancarotta

La scarsa alfabetizzazione finanziaria spinge le persone a indebitarsi più facilmente senza considerarne le possibili conseguenze. Basta pensare a ciò che è accaduto negli USA nel 2008, quando molteplici famiglie dichiararono il fallimento sui mutui immobiliari. Se ciò non dovesse bastare, si è anche più propensi al gioco d’azzardo, tipicamente italiano.

3. Non sfruttare strumenti tax-free

Se non si è informati sulle novità e sugli strumenti disponibili, si ignora anche la possibilità, ad esempio, di accedere a strumenti finanziari che offrono interessanti vantaggi fiscali: i PIR sono stati introdotti dal legislatore proprio a questo scopo.

4. Scegliere strumenti meno vantaggiosi

Come conoscere la differenza tra tasso fisso e variabile è fondamentale per scegliere la tipologia di prestito che risponde meglio alle proprie esigenze, al tempo stesso, prima di prendere una scelta di investimento è importante soffermarsi sulle differenze tra i vari strumenti disponibili. Le componenti di costo e lo stile di gestione (attiva o passiva) sono variabile fondamentali da considerare per non scegliere strumenti poco efficienti.

Su questo fonte, è utile conoscere la differenza tra fondo comune e ETF, o tra fondo e Bitcoin, per scegliere lo strumento migliore per le proprie necessità.

5. Prendere scelte irrazionali

Scarsa educazione finanziaria espone al rischio di impoverimento nei momenti in cui si verificano imprevisti o recessioni (Klapper e Lusardi, 2013). Se invece si comprende il modo in cui possono agire i mercati, diventa più semplice evitare la trappola dell’emotività nei momenti di incertezza e volatilità. In questo modo si evitano scelte prese di pancia che possono portare a perdite gravi sulle proprie finanze e sfruttare questi momenti a proprio vantaggio, per compare a sconto.

6. Non riuscire a raggiungere i propri obiettivi

Per realizzare i propri sogni è utile fissare obiettivi concreti – come il viaggio dei sogni, la casa nuova o il matrimonio – per avere la motivazione necessaria a risparmiare e investire con costanza nel tempo. Questo è un semplice ma efficace segreto per raggiungere pian piano i propri traguardi. Uno studio condotto in collaborazione con Gimme5 ha dimostrato l’efficacia del goal setting.

7. Maggiore incertezza economica per il futuro

Le persone che registrano bassa educazione finanziaria, solitamente sono anche quelle che dichiarano di provare più “ansia finanziaria“, ovvero, sono preoccupate per la propria situazione economica. E non hanno tutti i torni…

… per quanto riguarda i giovani, ad esempio, dovranno affrontare un futuro caratterizzato da maggiore instabilità economica rispetto alle generazioni precedenti. La pensione è un agio che non sarà così scontato nei prossimi anni. Ecco perché è fondamentale sfruttare la forza dell’interesse composto, evitare di procrastinare e iniziare fin da subito a risparmiare e investire per il futuro, appunto, per la pensione. I risultati che si possono raggiungere sono sorprendenti.

Come migliorare la propria educazione finanziaria?

Non importa da dove si parte, ciò che conta è iniziare, anche con qualche piccolo passo alla volta. Migliorare la propria educazione finanziaria è un percorso da intraprendere per essere più sicuri delle proprie scelte e migliorare la situazione economica futura.

Per Gimme5 l’educazione finanziaria è un valore fondamentale, è il cuore del salvadanaio digitale. All’interno dell’app sono presenti diversi contenuti, come tips di risparmio e investimento e pillole finanziarie che aiutano il risparmiatore a prendere decisioni consapevoli. Scopo del Blog, del canale YouTube e dei social di Gimme5 è quello di diffondere queste conoscenze in modo semplice e diretto.

In questo modo anche i piccoli risparmiatori possono crescere nel tempo insieme al proprio gruzzoletto.

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