In finanza, come nello sport, conta il livello di resistenza

By redazione Gimme5

La resistenza è un’abilità che viene solitamente associata allo sport e si riferisce alla capacità di un* atleta di riuscire a svolgere l’attività fisica in modo efficiente e per un tempo prolungato, vincendo così la stanchezza e la fatica.

In realtà, la resistenza è un’abilità tanto fondamentale per un* atleta quanto per ogni singolo investitore. In finanza, però, essa non misura la capacità di riuscire ad opporsi e vincere la stanchezza fisica ma piuttosto al grado di tolleranza del rischio, ovvero, la volatilità dei mercati.

Facciamo un esempio per capire meglio come funziona la resistenza nel mondo degli investimenti. Quando le Borse calano registrando un -5% coloro che hanno la resistenza più bassa decidono di smettere di investire o, peggio ancora, di disinvestire completamente il proprio capitale. A mano a mano che la Borsa continua a scendere, -10%, -20%, -30% e così via, il gioco si fa più duro e sempre più partecipanti decidono di ritirarsi. Si scopre solo alla fine, quando i mercati toccano il punto più basso e successivamente tornano a crescere, chi sono stati gli investitori con il livello più alto di resistenza alla volatilità che hanno mantenuto i nervi saldi.

Ma proprio come nello sport, anche in finanza la resistenza non può essere raggiunta senza impegno: come un* atleta deve allenarsi, anche chi investe deve ottenere un certo livello educazione finanziaria. Solo questa permetterà a chi la possiede di comprendere come operano veramente i mercati e come prendere le scelte migliori per difendere il proprio denaro, raggiungendo livelli sempre più elevati di resistenza.

Se il primo stadio è rappresentato, infatti, dal riuscire a controllare l’emotività e mantenere l’investimento nei periodi più incerti, il livello superiore si conquista nel momento in cui si riescono a sfruttare questi andamenti dei mercati prendendo delle decisioni che porteranno buone opportunità. Così, se prima si vedeva una caduta come uno scoglio da affrontare mantenendo saldo il timone dell’investimento, adesso lo si vedrà più come un’opportunità di acquistare a sconto e, possibilmente, guadagnare sulla successiva ripresa dei mercati.

Ma non è finita qui, perché ora entrano in gioco le forze psicologiche e sociali pronte a minare le conoscenze guadagnate. Anche se si ha raggiunto un buon livello di conoscenza sul mondo della finanza, non mancheranno infatti le influenze esterne di colleghi, amici, parenti e anche dei media che non perderanno l’occasione di ricordare a quanto ammonta la caduta dei mercati, quali scenari catastrofici potrebbero verificarsi e quanto si potrebbe rischiare di perdere. Tutto questo mette davvero a dura prova la tenacia di qualsiasi investitore.

Quanto conta la resistenza per il successo degli investimenti?

Lo copriamo prendendo in esame l’indice azionario americano S&P 500, l’ago della bilancia nei mercati finanziari.

Supponiamo che il 1° gennaio 2007 si abbia investito 20.000 dollari. In quel momento l’economia americana era solida e cresceva a ritmo sostenuto, i mercati finanziari erano ai massimi livelli e nessuno si immaginava un cambio di rotta.

A luglio 2007, il mercato cresce del 9% e l’investimento vale circa 22.000 dollari, facendo registrare un guadagnato di circa 2.000 dollari in soli 7 mesi. A fine anno, però, si verificano le prime oscillazioni e i mercati iniziano a scendere. A luglio 2008 registrano -10% rispetto a gennaio 2007: ora il valore dell’investimento è di 18.000 dollari.

A settembre 2008 il crack: con il fallimento di Lehman Brothers inizia quelle che diventerà famosa come una vera e propria crisi finanziaria globale. A fine mese i mercati registrano un -30% rispetto a gennaio dell’anno prima, portando il valore dell’investimento a 14.000 dollari.

Ma la discesa non accenna a rallentare. A febbraio 2009 si raggiunge il fondo: l’investimento vale circa 10.222 dollari, registrando una caduta del 52%, ben 10.500 dollari. È questo il momento in cui la resistenza inizia veramente a subire forti colpi: la perdita scatena un sentimento di angoscia e le pressioni sociali e psicologiche peggiorano la situazione.

Cosa fare in questa situazione? In questo momento si hanno tre opzioni:

  1. La prima è quella di vendere tutto per paura che il crollo peggiori ancora. In questo caso si congela però la perdita, la quale non sarà più recuperabile.
  2. La seconda opzione è quella di resistere e mantenere l’investimento. Se si avesse optato per questa opzione, ad agosto 2021, dopo ben 14 anni da quel fatidico gennaio 2007, l’investimento varrebbe più di 61.222 dollari, con un guadagno del +206% rispetto al denaro investito inizialmente.
  3. Vi è una terza opzione, la più coraggiosa, quella che richiede il grado più alto di resistenza, ovvero, l’ipotesi in cui oltre a mantenere ben saldo l’investimento si decide di “comprare al ribasso”. Supponendo di aver incrementato l’investimento di 1.000 dollari ogni volta che i mercati siano scesi del -5% nell’arco di un mese, ad agosto 2021 si avrebbe la bellezza di 125.284 dollari: un guadagno del +526% sull’investimento iniziale.

resistenza

 

In finanza, come nello sport, per raggiungere i risultati conta quanto si riesce a resistere

Come abbiamo potuto scoprire, la resistenza è una capacità fondamentale per poter ottenere un possibile successo dal proprio investimento. Una capacità da sviluppare con l’educazione finanziaria e da nutrire sempre, anche quando si pensa di conoscere a fondo la materia: le influenze psicologiche e sociali possono giocare brutti scherzi anche ai migliori investitori. Anche se si prendono le decisioni più accorte, però, bisogna sempre ricordare che in finanza è impossibile prevedere gli andamenti futuri e, quindi, garantire un certo rendimento in linea con quello passato. Si può solo volgersi indietro e analizzare cosa è accaduto storicamente sui mercati per trarne importanti insegnamenti.

 

In questo Gimme5 mette a disposizione la possibilità di attivare alcune regole automatiche sul proprio salvadanaio digitale, come il Joink Ricorrente, in grado di aiutare anche i piccoli risparmiatori a non demordere e a mantenere costante il proprio investimento.

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