Gli italiani vogliono più educazione finanziaria

By redazione Gimme5

In occasione dell’ultimo Salone del Risparmio, la più importante manifestazione del settore finance che si tiene ogni anno a Milano, è stato presentato il terzo Report di Censis-Assogestioni, con un focus speciale sull’educazione finanziaria.

Contesto economico

Lo studio è stato condotto in un particolare contesto economico caratterizzato da una predominante transizione ecologia e da una forte rivoluzionaria digitale. Sullo sfondo, però, il conflitto Ucraina-Russia che, portando a una forte crisi energetica, ha fortemente influenzato le dinamiche sociali ed economiche, causando alti livelli di incertezza che, tipicamente, dissuadono dall’investimento.

Il risparmio degli italiani

Per le ragioni di cui sopra, la pandemia in primis e successivamente i venti di guerra, hanno rinvigorito la già elevata propensione al risparmio degli italiani.

Se nel 2019 questo era pari all’8,1% del reddito disponibile, nel 2020 questa percentuale è passata al 15,6%, per poi stabilizzarsi oggi sul 13,1%.

Al contempo, la liquidità sui conti correnti degli italiani ha raggiunto livelli record. I dati mostrano come nell’ultimo decennio questa sia cresciuta del 32,1%, e nel 2021 del 3,7% rispetto all’anno prima, facendo toccare il record di 1.800 miliardi di euro: stiamo parlando di una cifra che supera la ricchezza prodotta in un anno dall’intero Paese.

Poche conoscenze, mancate opportunità

La liquidità a raggiunto livelli davvero consistenti, ma è lasciata in balia dell’inflazione che, dopo anni di tranquillità, ha ripreso a crescere in modo considerevole.

Come ormai saprai se sei un lettore del Blog, il carovita può essere combattuto tramite l’investimento. Eppure, anche se esiste un’opportunità, i cittadini non la colgono: cosa gli blocca?

Il Report di Censis chiarisce questo punto. Infatti, sebbene scaturisce come gli italiani che conoscono gli strumenti di risparmio gestito gli apprezzino, questi sono solo il 40%. Vi è quindi una grande fetta di popolazione che ignora questi strumenti. La soluzione? Renderli noti.

Il nostro è infatti uno dei Paesi con i livelli più bassi di alfabetizzazione finanziaria, un fattore necessario per gestire al meglio il proprio denaro, affrontare periodi di volatilità e raggiungere nel tempo la propria stabilità finanziaria.

In sondaggio condotto da Corriere L’Economia in collaborazione con il Comitato Edufin, a cui hanno partecipato 1.500 individui, mostra che tra le principali ragioni che causano incertezza nella gestione dei risparmi, oltre alla particolare situazione macroeconomica, figura la mancanza di conoscenze adeguate.

educazione finanziaria

Il gender gap

Anche per quanto riguarda le conoscenze in campo finanziario, la disparità tra uomini e donne si fa sentire: tra gli individui che hanno risposto al sondaggio oltre l’80% erano uomini.

Secondo Alessandra Staderini, Vicecapo Servizio Finanziario di Banca d’Italia, le donne, non solo le italiane, sono meno interessate a queste tematiche e le loro conoscenze sono minori rispetto a quelle degli uomini. Ancora oggi, la fonte principale di informazione finanziaria è la famiglia, dove il decisore è quasi sempre il padre, mentre il modello di riferimento delle ragazze è la madre.

Secondo Nadia Linciano, responsabile Divisione studi e Comitato EduFin di Consob, nella maggioranza dei casi le donne non fanno scelte finanziarie, ma le condividono con il partner, eppure però prendono decisioni lo fanno in modo simile agli uomini.

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Il Report evidenzia come queste conoscenze siano acquisite quasi completamente in modo amatoriale, per un’interesse personale o esperienza sul campo, e solo un misura irrisoria grazia all’aiuto delle istituzioni.

La finanza a scuola

Dal sondaggio condotto da L’Economia emerge poi come i risparmiatori italiani siano consapevoli della propria scarsa educazione finanziaria che, sebbene i dati di Banca d’Italia e Consob mostrino qualche miglioramento negli ultimi anni, resta più bassa della media Ocse.

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Tra i principali motivi per i quali si è disposti a migliorare le proprie conoscenze, spicca su tutti come gestire al meglio il denaro e come investirlo, i prodotti finanziari disponibili e tematiche di sostenibilità.

Educazione finanziaria a portata di smartphone

Come abbiamo accennato, l’alfabetizzazione finanziaria è fondamentale per imparare a gestire al meglio il proprio denaro e raggiungere nel tempo un certo livello di stabilità economica, in base alle proprie esigenze.

Partire da concetti semplici come l’importanza di risparmiare, l’inflazione, l’interesse composto, la diversificazione, il rapporto rischio-rendimento per poi apprendere sempre qualcosa in più, crescendo con il proprio denaro: è questo l’obiettivo di Gimme5.

All’interno dell’app puoi accedere a tante pillole di educazione finanziaria e tips sul risparmio e l’investimento. Il Blog, il canale YouTube e il Podcast sono alcuni dei progetti che il salvadanaio digitale ha portato avanti per avvicinare le persone alla finanza grazie all’educazione finanziaria.

Le funzioni disponibili come gli obiettivi e le regole, sono poi strumenti pensati per aiutare l’utente a mettere in pratica le conoscenze acquisite e gestire in modo semplice e innovativo il proprio denaro.

Cosa aspetti? Metti in moto i tuoi risparmi.

 

Nota: i dati e le immagini nell’articolo sono tratte dall’articolo “Educazione finanziaria: gli italiani ne vorrebbero di più sui banchi di scuola” di Patrizia Puliafito, 17/05/2022 L’Economia, consultabile cliccando qui.

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