Il denaro non dorme mai: ecco i 5 fattori che influenzano i tuoi risparmi

By redazione Gimme5

Wall Street – Il denaro non dorme mai” è il titolo di un noto film con Michael Douglas e Shia LaBeouf ambientato nella famosa capitale finanziaria americana, ma non è finita qui. È proprio vero che il denaro è sempre in movimento anche quando non te ne accorgi, in quanto questo viene continuamente plasmato da alcune forze di cui forse non tutti conoscono la loro influenza. Ciò non vale solo per chi investe il proprio denaro sui mercati finanziari, ma per ognuno di noi: mettere i risparmi sotto il materasso o custodirli dentro un salvadanaio di porcellana non ostacolerà il potere di queste forze.

Ecco perché è fondamentale avere ben chiaro quali sono i fattori che possono essere dalla tua parte e quali invece potrebbero remarti contro, per essere in grado di prendere decisioni consapevoli e difendere i tuoi amati risparmi negli anni.

Andiamo quindi a scoprire nel dettaglio quali sono questi 5 fattori e che influenze possono avere sui tuoi risparmi:

1. Inflazione

L’inflazione rappresenta una variazione crescente e generalizzata dei prezzi di beni e servizi, in un dato arco temporale. Da questa definizione così teorica sembrerebbe trattarsi di una faccenda riservata agli economisti. In realtà, l’inflazione tocca tutti quanti: se aumentano i prezzi dei prodotti, diminuisce di conseguenza il potere d’acquisto (quello che si riesce a comprare) dei consumatori. Facciamo un esempio pratico: con 10 euro oggi riesci a mangiare una pizza con tanti condimenti, ma l’inflazione nel tempo fa crescere tutti i prezzi, pertanto, tra qualche anno, la stessa banconota da 10 euro non ti sarà sufficiente ad acquistare la stessa pizza. Avendo solo questa somma a disposizione, sarai costrett* ad optare per una semplice margherita.

Finché si parla di 10 euro, il problema potrebbe dirsi irrisorio. Tuttavia, l’inflazione non riguarda un unico prodotto o servizio, ma è generalizzata: si tratta di un fattore negativo per tutti in quanto va a erodere il valore dei risparmi nel corso del tempo. Con un tasso di inflazione del 2% annuo (target fissato dalla Banca Centrale Europea), 100 euro nel salvadanaio di porcellana avranno un valore di 98 euro dopo un anno: l’inflazione ha eroso 2 euro di potere d’acquisto. Se i risparmi sono però di 1.000 euro, essa eroderà 20 euro, mentre se sono 10.000, la perdita sarà di 200 euro. Alla luce di questo, risulta intuitivo che conservare i risparmi nel salvadanaio di porcellana o fermi sul conto corrente non è una scelta saggia: scopri in questa simulazione quanto perderesti in un arco temporale maggiore.

2. Tasso di interesse

Spesso, quando si sente parlare di tasso di interesse, ci si immagina un qualcosa di negativo. In realtà, può essere visto sia come il costo, sia come il valore del denaro, all’interno dell’economia. Questa distinzione dipende dal ruolo dell’interessato:

  • per il creditore – chi presta il denaro, compra un’obbligazione o finanzia un’impresa acquistandone l’azione – rappresenta la remunerazione che gli spetta per aver rinunciato alla disponibilità di una somma di denaro nell’immediato (si tratta di un fattore positivo);
  • per il debitore – chi prende a prestito il denaro – rappresenta il costo della somma che ha ricevuto da terzi (in questo caso, è un fattore negativo).

In entrambi i casi, sia che si tratti di interessi positivi sia negativi, i tassi di interesse salgono e scendono a seconda delle dinamiche di mercato. Se i tassi salgono, è una cattiva notizia per il debitore che dovrà pagare di più il prestito, ma un’ottima notizia per il creditore, che si vedrà remunerare il proprio denaro ancor di più. Ecco che può le persone sono più incentivate a rimandare i consumi e ad accantonare più risparmi per “prestarli”.

Questo concetto viene poi traslato al mondo degli investimenti, in cui il tasso d’interesse rappresenta il rendimento sul capitale investito, ovvero, il guadagno che ci si può portare a casa: se investi 100 euro al tasso del 4% annuo, il tuo capitale diventerà di 104 euro dopo un anno.

3. Capitalizzazione degli interessi

Quando ad Albert Einstein fu chiesto quale fosse la cosa più potente dell’universo, egli rispose che si trattava della capitalizzazione degli interessi, che definì “l’ottava meraviglia del mondo”. Più comunemente nota come interesse composto, questo principio fa si che i rendimenti generati nel tempo dall’investimento, vadano a sommarsi alla somma iniziale investita, producendo a loro volta ulteriori rendimenti nei periodi successivi, facendo crescere i risparmi in modo esponenziale nel tempo. Ovviamente, questo è un fattore ultra positivo per investitrici e investitori.

Riprendendo l’esempio precedente, se decidi di investire 100 euro con un interesse del 4% annuo per due anni, alla fine del primo anno avrai ottenuto 104 euro. Questa somma sarà la basa del calcolo degli interessi per il secondo anno: alla fine di questo periodo non avrai ottenuto 108 euro, bensì 108,16 euro. Ovviamente potresti pensare che si tratta di una somma irrilevante, ma quanto potresti ottenere se l’arco temporale fosse di 10 anni e la somma investita fosse sensibilmente maggiore? Scoprilo qui.

4. Impazienza di ottenere risultati

Non riuscire a controllare l’impazienza può diventare un fattore davvero nocivo per il buon esito del tuo investimento, oltre a condurre a possibili perdite. Analizzando i rendimenti del mercato azionario anglosassone dal 1969 a oggi, nel 45% dei casi, un investimento della durata di un giorno avrebbe prodotto rendimenti negativi. Praticamente, la probabilità di guadagnare o perdere sarebbe stata la stessa di scommettere su testa o croce lanciando una moneta. Quando però in gioco ci sono i risparmi di anni di duro lavoro, non ci si può di certo affidare al mero caso. Investire, infatti, è l’opposto: sempre considerando lo stesso arco temporale, se si avesse mantenuto l’investimento per almeno 1 anno le probabilità di perdita sarebbero scese al 18% ma dopo 10 anni, queste avrebbero raggiunto lo 0,6%.

Pertanto, quando decidi di mettere in moto i tuoi risparmi, è importante fissare un orizzonte temporale che corrisponda alle caratteristiche dello strumento scelto: scopri come valutare al meglio i fondi comuni in base alle tue esigenze.

5. Diversificazione di portafoglio

Come per tutte le attività quotidiane, anche l’investimento ha dei rischi. Senza rischio, infatti, non vi sarà mai un rendimento. Esiste però un modo per contenere o cercare di ovviare a questa situazione: una delle regole più importanti da seguire quando decidi di investire i tuoi risparmi è quella di “non mettere tutte le uova nello stesso paniere”.

Seguendo il principio della diversificazione non andrai mai a investire tutti i tuoi risparmi in un unico titolo (obbligazione o azione che sia) ma ripartirai l’investimento in tante piccole fette cosicché, nel caso in cui ad esempio un’azienda fallisse, non perderai tutto il tuo capitale. I fondi comuni di investimento sono strumenti altamente diversificati, avendo al loro interno centinaia di titoli, il che li rende ottimi per ridurre la volatilità dei mercati. Ecco che quest’ultima ma non meno importante forza, la diversificazione, rappresenta un fattore non solo positivo, ma anche fondamentale per qualsiasi investitore.

 

Se giunt* a questo punto, dopo aver appreso che davvero il denaro non dorme mai e che i fattori che devi considerare sono molteplici, pensi che l’investimento sia solo per poche persone, ti stai sbagliando. Grazie a soluzioni innovative come Gimme5 puoi mettere in moto i tuoi risparmi attraverso i fondi comuni di investimento, difendendo il denaro dall’inflazione, beneficiando della forza dell’interesse composto e della diversificazione.

Creando un tuo obiettivo concreto di risparmio, definendone l’importo e l’arco temporale entro il quale vuoi raggiungerlo, col salvadanaio digitale potrai poi controllare meglio la tua impazienza e raggiungere nel tempo i tuoi traguardi.

Rimani sempre aggiornato

Ricevi la nostra newsletter periodica in cui ti invieremo solo il meglio dei contenuti e delle novità riguardanti Gimme5.

Iscriviti