Donne: basta ridurre la Tampon Tax per cancellare le disuguaglianze?

By redazione Gimme5

Che la disparità di genere in Italia sia un problema non è una novità: secondo il Global Gender Gap report del World Economic Forum siamo al 63° posto su 156 Paesi al mondo. Una brutta notizia non solo per le donne, ma per tutto il Paese.

Basso tasso di occupazione (in Italia lavora meno di una donna su due), elevata differenza salariale (12% per l’Eurostat), minore partecipazione al mondo della finanza: di questo passo per chiudere il gap nel mondo del lavoro saranno necessari 267,6 anni.

E come se non fossero sufficienti, a questi fattori se ne aggiunge un altro con cui le donne devono sono obbligate a fare i conti: il ciclo mestruale, o meglio, il costo che questo ha sulle tasche delle donne.

Una vera tassa, insomma, che ogni mese bussa alla porta di tutte. E a proposito di tasse, perché non fare pagare una vera e propria aliquota su un prodotto indispensabile?

Beh, in Italia la tassa c’è eccome e non è neanche minima. Proprio per questa ragione sono scoppiate da tempo varie discussioni sull’eliminazione Tampon Tax, la tassa applicata sugli assorbenti.

E forse proprio grazie al clamore mediatico che ha riscontrato, abbiamo appena raggiunto un piccolo passo avanti: con la Legge di Bilancio 2022, l’IVA sugli assorbenti è stata tagliata dal 22% al 10%. Sicuramente un miglioramento che, però, non ha accolto la richiesta di portarlo al 4%, aliquota riservata, ad esempio, ai beni di prima necessità.

Non solo Tampon Tax: a quanto ammonta la spesa per gli assorbenti alle donne?

Sebbene la Tampon Tax sia stata ridotta, le donne sono obbligate a pagare una somma in più rispetto agli uomini, per tutto il corso della loro vita. Per farci un’idea di quanto possa ammontare questa somma, abbiamo raccolto i dati forniti dgli studi de Il Corriere della Sera e dell’Association of Reproductive Health:

  • le donne italiane, in media, devono affrontare il ciclo mestruali per 40 anni, dai 12 ai 51 anni;
  • il ciclo mestruale dura mediamente 4,5 giorni al mese, sono 2.160 giorni di ciclo in totale;
  • ogni donna utilizza in media 5 assorbenti al giorno, ovvero, 10.800 assorbenti nel corso di tutta la propria vita.

Abbiamo poi considerato come costo indicativo €3,79 per un pacco da 11 assorbenti.

Un paio di rapidi calcoli e troviamo già qualche dato interessante: le donne spendono in media €7,75 ogni mese per gli assorbenti, €93 all’anno e €3.721 per tutti gli anni di ciclo.

E di questi quanti sono riconducibili alle tasse? In un anno l’IVA pesa per €17, che equivale a €671 per tutti i 40 anni di ciclo.

Considerando che le donne tra i 12 e i 51 anni in Italia sono circa 13,7 milioni, il costo all’anno per tutte le donne italiane è di 1 miliardo e 280 milioni di euro (€1.280.783.862 per l’esattezza).

A questi si aggiungono poi anche i costi di tutti i farmaci, le tisane e i vecchi rimedi per sopperire al dolore causato dal ciclo che non abbiamo considerato.

E se questi soldi fossero stati investiti?

Ora, se qualcun* potrebbe pensare che €93 all’anno non sono una cifra così esorbitante, forse non ha preso in considerazione la forza dell’investimento. Nessun problema però, perché c’è Gimme5 che ci ha pensato: le simulazioni sono ormai la nostra specialità e questo è un tema troppo importante per non essere affrontato. Abbiamo quindi misurato, oltre all’impatto finanziario che il ciclo mestruale ha sulla vita delle donne, anche il mancato guadagno per l’impiego di questo denaro.

Supponendo quindi che una ragazza abbiamo iniziato a risparmiare e investire ogni mese la somma dedicata all’acquisto degli assorbenti (€7,75) per tutto il periodo del ciclo, dai 12 ai 51 anni (grazie all’aiuto dei genitori quando minorenne), dopo 40 anni la somma messa da parte ammonterebbe, come detto precedentemente a €3.721.

Per ora nulla di nuovo. Eppure, se questa somma fosse stata lasciata immobile sul conto corrente o sotto il materasso, per via dell’inflazione il suo valore reale dopo 40 anni sarebbe sceso a €2.570, con una perdita di valore del -31%.

Al contrario, se l’accantonamento mensile fosse stato investito con uno strumento azionario, a 51 anni la donna avrebbe da parte un bel gruzzoletto dal valore reale di €12.383, con un guadagno del +382%. In poche parole, una somma sufficiente per l’acquisto di un’utilitaria o per l’anticipo della seconda casa dove trascorrete la pensione.

tampon tax donne 1

Ai fini della simulazione è stata considerata un’inflazione annua del 2% (obiettivo della BCE) e il rendimento medio annualizzato al netto dell’inflazione delle azioni globali del 5,3%, registrato dal 1900 al 2020, “Credit Suisse Global Investment Returns Yearbook 2020”, Credit Suisse, London Business School.

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