Tra risparmi e consumi come si pongono gli italiani?

By redazione Gimme5

Lo scoppio della pandemia da Covid-19 ha avuto importanti ricadute sulle abitudini delle famiglie che hanno dovuto adattare il proprio stile di vita a lockdown, restrizioni e, non da meno, all’incertezza. Su questo sfondo, Banca d’Italia ha pubblicato la nuova edizione dell’Indagine Straordinaria sulle Famiglie italiane (ISF), una fotografia del Paese che confronta la situazione subito dopo lo scoppio della pandemia con quella di 12 mesi dopo. Lo scopo è quello di valutare che cicatrici abbia lasciato l’emergenza sanitaria sui nuclei famigliari che compongono il Paese. Ecco le principali evidenze.

Le prospettive delle famiglie sul Paese

L’indagine condotta a inizio estate 2021 su un campione di 2.500 famiglie è stata messa a confronto con quella dell’anno precedente, avvenuta subito dopo lo scoppio della pandemia. Tra i primi risultati che emergono dallo studio, si nota come le famiglie italiane abbiano mutato le proprie attese sulla situazione economica generale e sul mercato del lavoro: sebbene in generale sia ancora negativa, la percentuale di famiglie che si aspetta dei peggioramenti del quadro generale del Paese è calata dell’8%, toccando il valore più basso da un anno, il 38%.

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Come sono cambiate le abitudini di consumo?

Dallo scoppio della pandemia la propensione ai consumi delle famiglie italiane non sembrano ancora aver ripreso gli stessi ritmi pre-Covid: la maggior parte degli intervistati – l’80% (stesso valore di un anno fa) – ammette di aver ridotto le spese per bar, ristoranti, alberghi e di fare meno frequentemente acquisti per abbigliamento rispetto a quanto facessero prima del Covid, sette famiglie su dieci riportano di aver speso meno anche per servizi di cura della persona.

Abitudini che, sembra, rimarranno ancora ben ancorate nelle preferenze delle famiglie dato che alla data dello studio ben due terzi degli intervistati ammetteva di voler continuare a controllare le spese per beni non durevoli e servizi nei successivi tre mesi, mentre un quarto degli intervistati ammetteva persino di volerle ridurre.

Preferenze comuni anche tra quelle famiglie che ammettono di non avere alcun problema ad arrivare a fine mese e che si aspettano un incremento di reddito nel 2021, ma ben più pronunciate tra quei nuclei che tra marzo e aprile hanno visto diminuire il proprio reddito a causa dei lockdown.

Meno consumi = più risparmi

Il 50% degli intervistati si aspetta di riuscire a spendere meno del proprio reddito nei prossimi 12 mesi e, così, a risparmiare parte delle entrate. Una quota che rimane invariata rispetto alla rilevazione precedente e che, tuttavia, riguarda per lo più quei nuclei con una maggiore sicurezza economica. Considerazione necessaria, dato che sebbene il 70% dei nuclei si attende un reddito nel 2021 in linea con l’anno precedente, il 30% delle famiglie riporta di aver visto un peggioramento delle proprie condizioni reddituali rispetto alla situazione pre-Covid, nonostante le misure governative che hanno mitigato questo effetto: tra marzo e aprile 2021 ne avrebbero beneficiato poco più di un quinto dei nuclei.

E le attività finanziarie?

Spostandoci sulle attività finanziarie detenute dagli italiani, lo studio riporta come per la maggior parte delle famiglie, queste siano rimaste invariate rispetto all’anno precedente: per un terzo delle famiglie, però, queste attività sono diminuite.

Entrando più nel dettaglio, per quelle famiglie il cui reddito dipende principalmente dai settori più colpiti dalla pandemia (turismo, commercio al dettaglio, ristorazione), nel 40% dei casi vi è stata una riduzione delle attività finanziarie, quota che raddoppia tra quei nuclei che hanno visto una diminuzione del proprio reddito.

Solamente il 7% delle famiglie dichiara di aver aumentato le proprie attività finanziarie rispetto al 2020, principalmente tra coloro che ammettono di non aver problemi ad arrivare a fine mese.

Se vuoi saperne di più su come se la cavano gli italiani con risparmi e investimenti, potrebbe interessarti anche questo articolo.

Gli italiani sono più ottimisti ma rimangono cauti

In linea generale sembra che gli italiani abbiamo guadagnato un po’ più di fiducia nel Paese in questo anno. Rimangono però diverse incognite e sembra che per ritornare ai livelli di consumi pre-Covid ci sia ancora tanta strada.

Due dati, però, fanno riflettere: sebbene il 50% degli italiani non abbia problemi a risparmiare, solo il 7% dei nuclei famigliare ha visto un aumento delle proprie attività finanziarie. La pandemia ha sicuramente avuto un certo peso sulle decisioni delle famiglie riguardo alla gestione delle proprie finanze ma ora che l’economia ha ripreso il proprio percorso di crescita e l’ombra dell’inflazione si fa sempre più minacciosa, una crescita dei risparmi inattivi rappresenta una perdita di opportunità per gli italiani. In questo articolo abbiamo misurato a quanto si rinuncia. 

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