Cos’è un benchmark e come utilizzarlo per i fondi comuni

By redazione Gimme5

Ti è capitato di sentir parlare di “benchmark” in ambito finanziario ma non hai capito di cosa si trattasse? In questo articolo ti spieghiamo cosa rappresenta e perché può esserti utile.

In finanza, il benchmark rappresenta un parametro oggettivo che viene preso come riferimento per valutare le prestazioni di un singolo titolo, di un fondo comune d’investimento, ma anche dell’intero mercato.

Questo indice viene elaborato da società specializzate, le quali si assicurano che soddisfi una serie di caratteristiche:

  • trasparenza: l’indice deve essere calcolato seguendo una serie di regole a cui anche il singolo investitore può accedere e quindi replicare, in modo tale da poter tenere traccia dei vari cambiamenti nella sua composizione;
  • rappresentatività: deve esprimere le politiche di gestione del portafoglio, allo scopo di facilitare gli investitori nella scelta del profilo di rischio-rendimento preferito;
  • replicabilità: deve essere completamente replicabile acquistando delle attività direttamente sui mercati finanziari.

Qual è il giusto benchmark di riferimento?

Il gestore del fondo comune d’investimento, seguendo il Regolamento del fondo, deve determinare il benchmark che meglio si allinea con la politica di gestione del fondo.

Il benchmark è rappresentato da un indice di Borsa o da un insieme di indici finanziari che esprimono una serie di informazioni importanti sulle caratteristiche geografiche e/o settoriali del portafoglio del fondo. Per fare qualche esempio, prendiamo una serie di indici di borsa:

  • l’indice FTSE Mib può essere preso come benchmark per un fondo azionario che investe in titoli sul mercato italiano;
  • l’indice S&P500 può essere preso per i fondi azionari americani;
  • l’indice MSCI World può essere preso per i fondi globali.

Che uso può farne un investitore?

Il benchmark rappresenta uno strumento oggettivo e trasparente che ogni investitore può utilizzare per comprendere molte caratteristiche del fondo comune su cui sta investendo o vorrebbero investire.

Una prima caratteristica riguarda il rischio: in base al benchmark di riferimento, l’investitore può identificare il rischio intrinseco del mercato in cui il fondo investe e decidere così se questo è in linea con le sue esigenze.

La seconda caratteristica riguarda qualcosa che sicuramente ti sarai domandato almeno una volta, ovvero, se la performance del tuo investimento è allineata con quella del mercato di riferimento. Se per alcuni strumenti finanziari è difficile darsi una risposta, i fondi comuni sono strumenti che offrono massima trasparenza. Pertanto, il benchmark può essere preso come parametro di riferimento, confrontando l’andamento di questo indice con la performance che il fondo ha registrato, al fine di valutare i risultati conseguiti fino a quel momento.

Cosa considerare quando si confronta il fondo col benchmark?

Quando si esegue un confronto tra un fondo e il benchmark di riferimento, è molto importante avere a mente alcune considerazioni:

  1. è necessario assumere un orizzonte temporale di medio-lungo periodo, in quanto, per periodi inferiori all’anno, le possibili differenze tra il rendimento del fondo e l’andamento dell’indice sono completamente casuali e quindi, senza alcun tipo di significato;
  2. il fondo comune di investimento è uno strumento finanziario gestito quotidianamente da professionisti, a differenza del benchmark che non prevede alcun tipo di gestione. È quindi evidente che nella performance del benchmark non vengono presi in considerazione una serie di costi che invece un gestore deve affrontare (ad esempio, i costi di negoziazione dei titoli);
  3. lo stile di gestione con il quale viene gestito il fondo, dato che il benchmark non è in grado di darne un’indicazione precisa. Un gestore, infatti, può decidere di limitarsi a replicare completamente la composizione del benchmark, andando così a registrare una performance uguale all’indice (si parla di gestione passiva). Al contrario, un gestore può decidere di discostare la composizione del portafoglio del fondo da quella del benchmark, in modo da cogliere le migliori opportunità che il mercato può offrire e riuscire a performare meglio dell’indice (siamo di fronte a una gestione attiva). È evidente che una gestione passiva, se da una parte garantisce la stessa performance del benchmark, dall’altra preclude la possibilità di ottenere un rendimento migliore;
  4. la tipologia di fondo, in quanto il benchmark non ha la stessa rilevanza per tutti i fondi comuni. Ad esempio, per i fondi flessibili, che consentono al gestore di comporre il portafoglio del fondo con la massima flessibilità, è difficile definire un benchmark con precisione. Bisogna quindi conoscere le differenze del profilo di rischio-rendimento tra il benchmark e il fondo.

Confronto e valutazioni

Una volta eseguito il confronto, è opportuno fare una serie di valutazioni. Se ad esempio, il fondo registra costantemente una performance più bassa o alla pari del benchmark, è utile domandarsi qual è il valore aggiunto che questo sta offrendo. Al contrario, se il fondo registra una performance sempre maggiore del benchmark, conviene domandarsi quali sono le caratteristiche del benchmark e quali sono i rischi che il fondo deve affrontare per riuscire a superarlo.

In definitiva, si può affermare che il benchmark sia un buon metro di giudizio per valutare le caratteristiche di un fondo e grazie al suo utilizzo, l’investitore può prendere decisioni d’investimento più consapevoli. Tuttavia, questo non va utilizzato sommariamente, limitandosi a fare un semplice confronto tra performance, ma è necessario fare una serie di valutazioni, considerando tutte le altre caratteristiche tipiche del fondo: ad esempio, oltre al benchmark, esistono una serie di parametri qualitativi utili da considerare, come la qualità dell’informazione e della consulenza nella scelta dei prodotti di investimento.

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