I soldi fanno davvero la felicità?

By redazione Gimme5

Qualche giorno fa è stata pubblicata l’edizione 2021 del World Happiness Report, uno studio condotto annualmente da sei professori di alcune rinomate università, tra cui la University of British Columbia e l’Università di Oxford. Lo studio si prefigge l’obiettivo di misurare, anno per anno, il grado di felicità nelle varie nazioni del pianeta. Il Report 2021, però, ho dovuto affrontare una sfida unica nel suo genere, per capire che effetto ha avuto la pandemia sul benessere della popolazione mondiale.

La classifica dei paesi per livello di felicità

Qual è il paese più felice del mondo? Probabilmente lo saprai già, dato che la notizia ha fatto il giro di tutti i media… è stata la Finlandia ad aggiudicarsi la medaglia d’oro.

Non che fosse una sorpresa, dato che i paesi nordici hanno sempre dominato la classifica. La medaglia d’argento va infatti all’Islanda mentre quella di bronzo alla Danimarca. Seguono Svizzera (4), Olanda (5), Svezia (6), Germania (7), Norvegia (8), Nuova Zelanda (9) e Austria (10). L’Italia, invece, si aggiudica il 25° posto su un totale di 95 nazioni prese in esame: non male, considerando anche le tre posizioni scalate rispetto all’anno precedente. Le posizioni in classifica non sono variate significativamente rispetto all’anno precedente, probabilmente per il fatto che la pandemia ha colpito il pianeta, senza risparmiare nessuno.

Nel grafico di seguito è possibile vedere la mappa della felicità, ricreata in base ai dati forniti dallo studio (in bianco le nazioni non incluse nel Report) riguardanti il 2020. La scala della felicità va da 0 a 10, mentre i valori registrati vanno da un minimo di 3.16 per lo Zimbawe, fino a un massimo di 7.89 per la Finlandia: all’aumentare del livello di felicità, i colori con cui i Paesi sono rappresentati passano da verde chiaro a blu scuro.

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A questo punto ci si potrebbe chiedere quali siano le ragioni di questi diversi livelli di felicità. In particolare, che ruolo ha la ricchezza in questa classifica?

Livello di ricchezza nel mondo

Per rispondere a questa domanda, abbiamo deciso di ricercare quale fosse il livello di ricchezza nei vari paesi oggetto di questo studio. Siamo partiti dal PIL pro capite della popolazione espresso a parità di potere d’acquisto (PPA), ovvero, il valore di tutti i beni e servizi prodotti in un determinato Stato diviso per il numero di abitanti.

Nel grafico di seguito, viene rappresentata in una mappa la classifica dei paesi per livello di ricchezza redatta dal Fondo Monetario Internazionale, riferiti al 2020.

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Tra i paesi considerati dal Report sulla felicità, per livello di ricchezza, si posiziona al primo posto l’Irlanda, al secondo la Svizzera e al terzo la Norvegia. Seguono USA (4), Emirati Arabi Uniti (5), Hong Kong (6), Danimarca (7), Olanda (8), Austria (9), Islanda (10). L’Italia si posiziona al 27° posto.

Felicità e ricchezza: esiste davvero una correlazione?

Da un semplice sguardo alle due mappe, si può notare come livello di ricchezza e grado di felicità non siano perfettamente allineati per tutti i 95 Paesi. Verrebbe quindi da chiedersi se la ricchezza faccia veramente la felicità. Per scoprirlo, abbiamo voluto comparare questi due indicatori: nel grafico di seguito è possibile osservare la correlazione tra queste due variabili (ricchezza e felicità).

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Nel grafico a dispersione, ogni punto identifica una diversa nazione, in orizzontale troviamo il livello di ricchezza, mentre sull’asse verticale il grado di felicità. La linea centrale mostra la natura di questa correlazione e, come possiamo vedere, tendendo verso l’alto, mostra l’esistenza di una relazione positiva tra le due variabili.

In altre parole, emerge che i paesi che hanno in media livelli di ricchezza più alti, tendono ad avere anche livelli di felicità maggiori.

I Paesi africani, con livelli di ricchezza tra i più bassi, sono infatti concentrati nella parte bassa del grafico, seguiti dai Paesi dell’America Latina e alcuni Paesi asiatici. I Paesi più ricchi, come le nazioni europee, gli USA, il Canada, l’Australia e gli Emirati Arabi, sono invece concentrati nella parte più alta del grafico.

I soldi fanno davvero la felicità?

La presenza di una relazione positiva tra queste due variabili, però, non significa che la felicità sia data solamente dalla ricchezza. A tal fine, è interessante analizzare alcuni outlier dello studio, ovvero, quei paesi che mostrano livelli di felicità più bassi o più alti rispetto al livello di ricchezza disponibile.

L’Irlanda, ad esempio, è il paese più ricco tra quelli considerati, ma è al 13° posto nella classifica della felicità. Stessa sorte per gli Emirati Arabi che sono al 5° posto per ricchezza ma al 27° per felicità. O ancora, Hong Kong è al 6° posto per ricchezza ma al 66° per felicità. Al contrario, l’Uruguay è al 92° posto per ricchezza ma al 30° per felicità, e lo stesso vale per Paesi come Cile, Brasile, Argentina. La stessa Finlandia, si trova al 16° posto per ricchezza ma al 1° per felicità. Per quanto riguarda il nostro caso, l’Italia si colloca quasi perfettamente sulla linea: si trova al 27° posto per ricchezza e al 25° per felicità. In generale, quei paesi sopra la linea di tendenza risultano più soddisfatti di ciò che hanno, mentre quelli che si posizionano al di sotto, sono meno appagati.

Si può quindi evincere che il rapporto tra denaro e felicità è forte per i paesi più poveri, ma al crescere del benessere materiale, questa relazione tende ad affievolirsi. In altre parole, in base alla Piramide dei Bisogni di Maslow che prende in considerazione i bisogni primari (fisiologici, sicurezza), quelli sociali (appartenenza, stima) e quelli del sé (autorealizzazione), al progressivo soddisfacimento di questi bisogni, la ricchezza ricopre un ruolo minore. Facendo un esempio, se la ricchezza di un paese passasse da 10mila a 20mila dollari a persona, probabilmente aumenterebbe in buona misura anche il livello di felicità. Se invece questo aumento marginali di reddito avvenisse in un paese già ricco – mettiamo da 50 a 60mila dollari – probabilmente la felicità aumenterebbe in misura molto inferiore.

È infatti lo stesso Happiness Report che mostra come il livello di felicità sia determinato da tanti altri fattori oltre al PIL pro capite, come l’assistenza sociale, l’aspettativa di vita, il livello di libertà percepito, il livello di generosità e quello di corruzione.

Poveri e felici?

Giunti alla conclusione dello studio possiamo rispondere alla domanda iniziale: i soldi fanno la felicità? “In parte” è la risposta più esatta: il denaro è necessario per essere felici ma non è sufficiente.

Il denaro è fondamentale fintantoché si raggiunge un buon livello di sicurezza finanziaria. Questo ci permette di non doverci preoccupare di fare la spesa al supermercato, di pagare l’affitto, di mantenere un’auto. Allo stesso tempo, il denaro ci permette di soddisfare tanti desideri, come iscriversi a un corso per migliorare la nostra carriera, prendere lezioni di ballo, allenarsi con un personal trainer per rimettersi in forma, poter coltivare la propria passione per l’equitazione, o andare alla scoperta dei luoghi più sperduti del mondo. Insomma, il denaro da la libertà di apprendere nuove competenze, scoprire nuove passioni e alimentare quelle già esistenti.

Per poter soddisfare tutti questi obiettivi è fondamentale iniziare fin da subito a crearsi una certa sicurezza finanziaria. Grazie a Gimme5, puoi accantonare piccole somme, a partire da 5€, alimentando il tuo salvadanaio digitale e risparmiando per gli obiettivi che davvero contano nella tua vita. Aiutato dai tanti “tips” di risparmio e investimento, e dalle regole automatiche che ti permettono di risparmiare senza neanche accorgertene, raggiungerai ancora più velocemente importanti traguardi.

D’altronde, la felicità è uno stato d’animo che rispecchia la propria soddisfazione personale.

 

Nel caso in cui te la fossi persa, abbiamo parlato proprio di questo tema in una puntata di Gimme5 Live, la diretta streaming che puoi seguire tutte le settimane dal profilo Youtube, Facebook e Twitch, o dal sito di Gimme5.

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