24 Giu 2026
By redazione Gimme5

Vivere da soli è un traguardo per molti. Ma nel 2026, tra affitti in salita e bollette che non scendono, capire quanto serve davvero per farcela è diventato più complicato. Non basta sapere il canone mensile: ci sono spese che si vedono solo quando si firma il contratto, e altre che arrivano piano piano a erodere il budget. Questa guida raccoglie dati reali, città per città, per aiutarti a fare i conti prima di fare il grande passo.
Secondo i dati Istat, la spesa mensile media di una famiglia composta da una sola persona si attesta intorno a 1.932 euro al mese. Un numero che include affitto, bollette, cibo, trasporti e qualche spesa extra. Il problema è che questo dato è una media nazionale. La realtà cambia moltissimo a seconda di dove vivi. In un paese dove il divario Nord-Sud è tra i più alti d’Europa, scegliere la città giusta può valere più di 800 euro al mese.

L’affitto è la voce che pesa di più. E nel 2026 i canoni continuano a crescere: a livello nazionale si prevede un aumento medio dell’8,1% rispetto all’anno precedente. Anche se nelle grandi città come Milano e Bologna si cominciano a vedere i primi segnali di stabilizzazione, i prezzi restano molto alti.

Regola pratica: l’affitto non dovrebbe superare il 30% del reddito netto mensile. A Milano, con uno stipendio medio di 2.100 euro netti, un bilocale in semicentro assorbe fino al 54% delle entrate. In pratica, non si risparmia nulla.
Con Gimme5 puoi creare un obiettivo di risparmio dedicato all’autonomia: metti da parte qualcosa ogni mese, anche solo 5 euro alla volta, e costruisci il tuo cuscinetto finanziario passo dopo passo.
Una volta trovato l’appartamento, le spese non finiscono certo con il bonifico dell’affitto. Ecco le voci principali da mettere in conto.
Utenze: luce, gas, acqua, internet
Le bollette di una persona sola si attestano in media tra 120 e 200 euro al mese, a seconda della stagione e del tipo di riscaldamento. L’inflazione sui servizi legati all’abitazione ha registrato un aumento del +4,4% nei prezzi al consumo (dati Istat, maggio 2026). Internet fisso aggiunge circa 25-30 euro, il telefono altri 10-20 euro.
Spesa alimentare
Un single che cucina a casa con regolarità spende tra 270 e 420 euro al mese, a seconda della città. Il carrello della spesa ha subito aumenti significativi negli ultimi anni: i prezzi alimentari sono cresciuti del 31% nell’ultimo decennio, con punte come l’olio da cucina (+68%) e pane e pasta (+20-38%).
Trasporti
Con un abbonamento ai mezzi pubblici si spendono tra 35 e 60 euro al mese nelle grandi città. Chi usa l’auto deve aggiungere carburante, assicurazione, bollo e manutenzione: una cifra che può facilmente superare i 300-400 euro mensili.
Spese varie: svago, abbigliamento, imprevisti
La componente più difficile da stimare è anche quella più personale. Includendo un minimo di tempo libero, cura della persona, qualche uscita a settimana e una quota per gli imprevisti, si stima tra 200 e 400 euro al mese.

La vera sfida non è solo avere abbastanza: è organizzare le uscite in modo da non arrivare a fine mese senza margine. Alcune strategie concrete:
• Regola 50/30/20: destina il 50% del reddito ai bisogni (affitto, bollette, cibo), il 30% ai desideri (uscite, abbonamenti, viaggi), il 20% al risparmio.
• Tieni traccia delle spese fisse: sapere esattamente quanto esci ogni mese per affitto, bollette e abbonamenti ti aiuta a capire quanto hai davvero disponibile per il resto.
• Crea un fondo per gli imprevisti: vivere da soli significa non avere nessuno a cui appoggiarsi in caso di spese inaspettate. Un piccolo cuscinetto di 2-3 stipendi ti dà stabilità.
• Valuta il canone concordato: in molte città esistono contratti a canone calmierato che permettono di risparmiare sull’affitto in modo legale e trasparente.
Iniziare a risparmiare non richiede grandi somme. Con Gimme5 puoi aprire un obiettivo con soli 5 euro e costruire il tuo fondo per l’autonomia a piccoli passi, nel tempo.
Il problema non è solo il costo assoluto delle cose. È il rapporto tra quello che si guadagna e quello che si spende. Tra il 2013 e il 2023, gli stipendi italiani sono cresciuti del 12%, mentre l’inflazione è salita del 19%: il risultato è una perdita di potere d’acquisto reale del 7%.
Lo stipendio medio netto in Italia si aggira intorno a 1.600-1.800 euro al mese. Per vivere da soli in modo sostenibile nelle grandi città del Nord servono almeno 2.000-2.200 euro. Questo spiega perché tanti giovani italiani restano in casa con i genitori fino a dopo i 30 anni: secondo i dati Eurostat, l’Italia è tra i paesi europei con l’età di uscita dalla famiglia di origine più alta.
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Quanto costa vivere da soli al mese in Italia nel 2026?
In media tra 1.350 e 2.200 euro al mese, a seconda della città. Al Sud si può scendere sotto i 1.300 euro, mentre a Milano servono almeno 1.800-2.200 euro per una vita dignitosa con affitto incluso.
Quanto costa un monolocale in affitto in Italia nel 2026?
I prezzi variano molto: a Milano un monolocale costa in media 837 euro al mese, a Roma circa 1.040 euro, a Torino tra 500 e 600 euro, a Palermo tra 400 e 450 euro. I canoni sono cresciuti in media dell’8,1% a livello nazionale (fonte: Immobiliare.it Insights).
È possibile vivere da soli con 1.500 euro al mese in Italia?
Sì, in alcune città. A Torino, Napoli, Genova e nelle città del Sud è ancora possibile coprire le spese di base con 1.500 euro. A Milano, Roma o Bologna la stessa cifra non basta: servono compromessi significativi su dimensione dell’appartamento e zona.
Quali sono le città più economiche dove vivere da soli in Italia?
Le città con il costo della vita più basso per un single sono Palermo, Catania, Bari e in generale le città del Sud e dell’Appennino centrale. In queste aree il budget mensile stimato (affitto incluso) è tra 1.000 e 1.300 euro.
Come risparmiare quando si vive da soli?
Le strategie più efficaci sono: applicare la regola 50/30/20, costruire un fondo per gli imprevisti, monitorare le spese fisse e valutare contratti a canone concordato. Piccoli risparmi regolari, messi da parte con costanza, nel tempo fanno una differenza concreta.
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